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Cane sportivo e medicina sportiva del cane: una collaborazione necessaria

Aggiornamento: 25 ott 2022

I cani sportivi sono cani che competono in vari eventi cinofili (agility dog, obedience, disc dog, dog dance) ma anche quelli che collaborano con le forze dell’ordine (cani antidroga, cani antisommossa, cani per la ricerca di esplosivi), cani da ricerca (macerie e superficie) e cani assistenti per disabili.

La medicina sportiva è la branca della medicina veterinaria che si prefigge come obiettivo di aiutare il cane sportivo ad espletare le sue attività al meglio, a costruire una forma fisica e mentale tale da ridurre il rischio di infortuni e, se questi avvengono, svolge un ruolo fondamentale nel gestire il processo di guarigione mediante un programma riabilitativo e il ritorno in attività tramite un percorso di riatletizzazione. Il tutto è possibile osservando il paziente sportivo da più angolazioni, attingendo da vari ambiti della medicina (ortopedia, neurologia, cardiologia, fisiatria, nutrizione ec.) curando i vari aspetti del condizionamento canino quali resistenza, forza e potenza muscolare, stamina, flessibilità ed equilibrio ma soprattutto conoscendo in modo accurato quelle che sono le diverse abilità fisiche coinvolte nelle varie performance cinofile.

Quando eseguire una visita sportiva?

Spesso tendiamo a pensare che la visita sportiva sia necessaria qualora un cane sportivo presenti un problema fisico, questo non è sbagliato ma non è l’unico motivo, la visita sportiva trova diverse collocazioni ad esempio:

visita sportiva attitudinale, dedicata ad un soggetto che inizia a praticare sport e finalizzata a valutare l’idoneità del soggetto

  • visita sportiva annuale, per confermare l’idoneità;

  • visita sportiva agonistica, dedicata a soggetti che praticano sport a livello agonistico;

  • visita sportiva di rientro in attività post infortunio;

  • visita sportiva peri-gara soprattutto per competizioni che durano più giorni( sleedog).

L’approccio alla visita sportiva si basa sul concetto di “valutazione pato funzionale” ciò comporta che qualsiasi rilievo clinico venga messo in rapporto con la funzione che quella suddetta struttura anatomica svolge durante il movimento; quindi non è sufficiente diagnosticare una “tendinite” ma bisogna comprendere le ragioni meccanico-sportive alla base di questa lesione per attuare si un programma riabilitativo ma anche un piano di riatletizzazione che punti ad evitare una recidiva.




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